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Caratteristiche. È un pesciotto allegro, dal corpo ovale e simmetrico, con il profilo uniformemente convesso. La bocca è piccola e sporgente, proprio sulla punta del muso. In ogni mascella è presente una sola fila di denti taglienti. I denti della mascella inferiore sono triangolari e molto vicini, quelli della mascella superiore sono incavati. La pinna dorsale, come quella di quasi tutti gli Sparidi, è divisa in due parti: la prima parte è composta di raggi spinosi. la seconda di raggi molli. Il colore base è il grigio argento, ma il corpo è ravvivato da dieci a dodici strisce longitudinali dorate e molto luminose, così come sono dorate le pinne. L'occhio è giallo e sopra la base della pinna pettorale è visibile una macchia nera.

Può raggiungere una lunghezza di trenta centimetri e qualche volta anche di cinquanta, superando abbondantemente il chilo di peso. Vive in folte tribù a contatto di gomito con i compagni, come se fosse allineata in un plotone militare. Si nutre di alghe e la riproduzione avviene all'inizio della primavera o nel tardo autunno. In un anno di vita, i pesci raggiungono una lunghezza di circa dieci-quindíci centimetri.


Dove vive. È molto comune nel Mediterraneo ed è presente nell'Atlantico orientale dal Golfo di Biscaglia al Sudafrica.
Il suo habitat ideale è quello costiero, dove le alghe si mescolano alle rocce, basta che la profondità non superi i quindici-venti metri. Alla Salpa, infatti, piace la luce del sole, piacciono gli scherzi, il rumore; la confusione provocato dal moto ondoso, le asperità dei fondi tormentati e disseminati di detriti, il verde intenso dei prati di posidonie. Le tane le vanno a genio solo per brevi momenti, ma non devono essere oscuri spechi tortuosi, bensì ampie volte di pietra perfettamente illuminate a giorno. E anche in questo caso la Salpa non ci si soffermerà mai oltre il tempo necessario per attraversarle, entrando da una parte per uscire subito dall'altra. La superficie le piace così tanto, da non abbandonarla neppure quando il fondo è a una quindicina di metri più giù. Piuttosto di niente se ne starà a mezz'acqua, oppure salirà sin sotto la schiuma delle onde, per scendere di corsa verso il fondale, perennemente indecisa e perennemente in gruppo, simile, nel comportamento, all'Occhiata. Contrariamente all'Occhiata, però, ben raramente si soffermerà sospesa nel blu a meditare, come se fosse attaccata a un filo invisibile. L'immobilità pare che le faccia quasi paura, come se fosse un segno di senilità, mentre alla Salpa piace giocare, correre, sentirsi perennemente giovane. Gli esemplari piccoli a volte si spingono a brucare l'erbetta che ricopre gli scogli in pochi centimetri d'acqua, tutti vicini, uno contro l'altro, tutti ubbidienti al capo drappello, che decide per loro dove voltare, dove fermarsi, dove scappare. È bello vederli così uniti, perché ricordano una covata di pulcini. L'unica cosa che non si riesce a capire è come facciano a sapere in anticipo i movimenti di chi sta in testa. Eppure le loro evoluzioni avvengono in perfetta sincronia, come se fossero il frutto di lunghi e tenaci allenamenti.

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